Nell’argentino circuito di Termas de Rio Hondo le scosse di adrenalina si sprecano come se piovesse: deludenti, forti e gloriose a seconda del punto di vista.
Molto spesso le competizioni a due ruote ci regalano emozioni improvvise; la gara di ieri non solo è stata inattesa con tanto di finale a sorpresa, ma ha tirato fuori l’ennesima impronta di nonnismo che ha gelato l’intero parco tifosi. Oggi non si parla dell’ottima performance delle Ducati di Andrea Iannone e Dovizioso, ne di un Jorge Lorenzo alle prese con fantasmi che solo lui puo’ tirar fuori dal suo armadio. Il lunedì mattina è un concentrato di notizie sportive. Oggi si parla di una leggenda controversa, di un uomo che è stato capace di far parlare il mondo intero e di farlo tacere rabbrividendolo in poche curve. Una rimonta eccezionale quella di Valentino Rossi, che partendo dall’ottava casella sulla griglia di partenza, è riuscito a pochi giri dalla fine a rincorrere l’attuale campione del mondo Marc Marquez, colmando una distanza abissale. Lo spagnolo pero’ risponde con prepotenti sportellate e cambi direzionali che urlano la propria imposizione verso il primo posto. Sconfitto dal suo orgoglio, dal carattere e da un incrocio di traiettorie che scivolano urlanti lungo il rettilineo.
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