Un nuovo motore diesel che punta sulla sostenibilità: emissioni ridotte, alta efficienza e tecnologia avanzata. Ecco tutti i dettagli.
C’è ancora spazio per un motore diesel in un mercato automobilistico sempre più orientato all’elettrificazione? Alcuni potrebbero pensare di no, ma la realtà dimostra il contrario. Con l’evoluzione delle normative ambientali e le crescenti esigenze di sostenibilità, i produttori non si sono arresi e continuano a innovare. La vera sfida non è eliminare il diesel, ma renderlo più efficiente e meno inquinante. E proprio su questa linea si muove uno dei colossi del settore, puntando a un equilibrio tra prestazioni e riduzione delle emissioni.
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Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di un nuovo approccio alla tecnologia a gasolio, reso possibile dall’integrazione di soluzioni avanzate per la riduzione dell’impatto ambientale. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che un motore diesel può essere ancora un’opzione valida, soprattutto per chi cerca autonomia e affidabilità senza compromessi.
Una nuova era per i diesel compatti
Lo specialista francese Ligier, noto per la produzione di quadricicli leggeri, ha presentato una motorizzazione innovativa per il 2025. Il cuore di questa rivoluzione è il Revo D+, un’unità diesel Euro 5+, sviluppata in conformità con le ultime normative ambientali entrate in vigore dal 1° gennaio. Non un semplice aggiornamento, ma un vero e proprio balzo tecnologico, pensato per ridurre al minimo le emissioni senza compromettere l’esperienza di guida.
La tecnologia alla base del Revo D+ integra un sistema di iniezione elettronica Common Rail ad alta pressione (1.000 bar) che ottimizza la combustione, riducendo gli sprechi e migliorando la resa energetica. Un’ulteriore innovazione è rappresentata dall’Air Butterfly, un dispositivo che migliora il riempimento dell’aria nella camera di combustione, ottimizzando la miscela aria-carburante e riducendo la produzione di particolato.
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Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova unità è il sistema avanzato di trattamento dei gas di scarico, denominato EATS (Exhaust After Treatment System). Questo sistema integra:
- Catalizzatore ad ossidazione, che riduce gli idrocarburi incombusti e il monossido di carbonio.
- Filtro antiparticolato (DPF) con rigenerazione automatica, che cattura e abbassa la concentrazione di particelle fini.
- Impianto SCR con tecnologia AdBlue e un serbatoio da 5 litri, per la riduzione degli ossidi di azoto (NOx).
Grazie a queste soluzioni, il Revo D+ garantisce emissioni contenute a 38 g/km di CO2, posizionandosi tra le motorizzazioni diesel più pulite della categoria. Inoltre, il sistema stop-start integrato aiuta a ridurre ulteriormente il consumo di carburante durante le soste prolungate, migliorando l’efficienza complessiva del veicolo.
Prestazioni ottimizzate e maggiore autonomia
Dal punto di vista tecnico, il motore Revo D+ ha una cilindrata di 499,8 cc, con una potenza di 6 kW (circa 8 CV) e una coppia massima di 27 Nm, disponibile tra 2000 e 2700 giri/min. Questi valori assicurano una guida più fluida e reattiva, grazie anche a una serie di ottimizzazioni nel variatore e a un alternatore intelligente, che contribuisce alla spinta nelle fasi di accelerazione o in salita.
Sul fronte dell’autonomia, il consumo dichiarato è di 3,0 litri per 100 km (WLTP). Considerando un serbatoio da 17 litri, il veicolo può percorrere fino a 550 km con un pieno, un valore di tutto rispetto per un quadriciclo leggero.
L’arrivo del Revo D+ segna un passo importante nel mondo dei quadricicli leggeri, dimostrando che la tecnologia diesel ha ancora margine di sviluppo quando viene affiancata a soluzioni intelligenti per la sostenibilità. Ligier ha saputo coniugare tradizione e innovazione, creando un motore che risponde alle esigenze di chi cerca efficienza, autonomia e un impatto ambientale ridotto.
L’adozione di questi sistemi avanzati suggerisce che il diesel non sia destinato a scomparire del tutto, ma piuttosto a trasformarsi, adattandosi a nuove esigenze e normative. Il futuro della mobilità sostenibile potrebbe quindi non essere esclusivamente elettrico, ma fatto di soluzioni ibride e alternative che garantiscano un equilibrio tra prestazioni ed ecosostenibilità.